Fino a domenica 22 febbraio è possibile dare la propria preferenza (qui e sul canale whatsapp), scegliendo tra i tre libri proposti per GUT! di marzo dal Museo della Narrazione e da Libraccio.

I tre libri tra cui scegliere per GUT! di marzo
Gli operatori del Museo della Narrazione – APS e della libreria Libraccio hanno indicato tre libri che comprendono le seguenti caratteristiche: un tempo di lettura adatto all’intervallo tra un GUT! e l’altro (5 settimane); una storia che abbia sempre un chiaro sviluppo psicologico di uno o più personaggi; un romanzo che sia stato scritto o ripubblicato in tempi recenti.
Si può esprimere la preferenza (anche per più di un libro) qui sotto oppure sul canale Whatsapp.

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite: la lettura e la solitudine. Un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio. Dall’autore di Quella sera dorata una storia da cui ci si lascia avvolgere molto prima di riconoscere, nella sua ironia inquieta e malinconica, qualcosa che pochi sanno raccontare: l’aria del tempo.

Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che ogni giorno controlla di più il pensiero, gli affetti, il cibo. I genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Aryna lotta, cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.
Leggi su Rizzoli.it le prime 10 pagine del romanzo

Una donna, ormai anziana, mostra i primi segni di una malattia che le porta via la memoria e addirittura se stessa. La sua mente sta piano piano diventando una lunga notte senza luna e soltanto la figlia può aiutarla ad attenuare quel buio, ricostruendo la sua storia, ma anche la loro, gravata da un rapporto «andato storto, da subito». Giorno dopo giorno il dipanarsi quotidiano di piccoli e grandi avvenimenti fa riaffiorare ricordi dolcissimi e crudeli, pieni di vita e di verità. In un Abruzzo luminoso e aspro, che si staglia come una terra mitologica e lontana, le fatiche della campagna, l’allegria dei matrimoni, la ruvidezza degli affetti, l’emancipazione dall’analfabetismo e la fine della sottomissione femminile si intrecciano al racconto di una lenta metamorfosi dei sentimenti, in un indissolubile legame madre-figlia che oscilla tra amore e odio, nostalgia e rifiuto. Un libro potente e vitale, in cui le vicende personali si uniscono alla storia corale di un’Italia apparentemente cosí lontana eppure ancora presente nella storia di ognuno di noi.





