Il laboratorio di scrittura realista del MUNAR entra nelle stanze di un albergo! (ATTENZIONE
la location è ancora un segreto che sarà svelato solo all’evento “La coppia perfetta?” in BiblioteCaNova Isolotto il 17 aprile… non mancare!!!)
Dalla prima settimana di maggio 2025 cinque incontri condotti da Maurizio Novigno e da Gianni Garamanti per conoscere meglio la narrativa realista. Ma… di cosa parliamo quando parliamo di realismo?

Il realismo di Fiori blu
C’è una tradizione letteraria ben precisa che è l’arte del racconto (spesso breve) i cui maestri sono Raymond Carver, Flannery ’O Connor, Grace Paley, Lucia Berlin, ma anche, in una certa misura Ernst Hemingway, John Cheever e addirittura degli autori diciamo “proto-realisti” come Isaak Babel, Eudora Welty, Rebecca Harding Davis, Goffredo Parise e Italo Calvino, Gustave Flaubert e Guy de Maupassant.
«Non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto». Questa consapevolezza implica un senso di responsabilità di tipo morale. Cercare sempre di perfezionare il discorso narrativo, di togliere fino all’osso e poi proseguire fino al midollo, testimonia l’idea di raccogliere l’eredità dei maestri. Il continuo perfezionamento della narrazione di una storia, fino alla sua più intima indagine sul vivere quotidiano.
Dunque, i testi di questo tipo di narrativa realista richiedono sempre impeccabili accorgimenti: la terza persona che accoglie il discorso è obiettiva, autentica, perfino quando si tratta di “finta terza persona”; le voci dei personaggi sono verosimili specie nei dialoghi, serrati anche quando appaiono incentrati su dettagli inessenziali.
Ecco, l’inessenzialità di certi elementi nella storia servono a colpire il lettore quando arriva il punto di volta, quando gli eventi subiscono una brusca accelerazione che trafigge con una sola parola, con un punto, messo proprio là dove doveva essere messo.
È qualcosa di piccolo e, insieme, è qualcosa di grande. Nella storia di autore realista avviene qualcosa che cambia le carte in tavola, fa perdere l’orientamento al lettore per poi presentargli il conto: la commozione.
In questa attitudine narrativa non c’è alcun abbellimento o segno artificioso, nessun trucco del mestiere per indurre a un facile sentimentalismo. L’autore scrive di sentimenti senza essere sentimentalista.
Per questa ragione le storie realiste che sono portate a esempio in Fiori blu sono narrazioni “normali”, che spesso ci parlano di quotidianità, di cose comuni del nostro vivere, di noi tutti. Noi, personaggi pescati tra la gente comune.
Come in un ideale gioco del tiro a bersaglio, non importa il tipo di strumento utilizzato per far centro. La narrazione è l’unico mezzo a disposizione, quella fatta di parole giuste. Una narrazione che fa perno sull’empatia e l’imparziale osservazione di avvenimenti che ci conducono per mano dentro miserie e fallimenti, piccole soddisfazioni e inattese felicità.
Narrare in questo modo di Sè e dell’Altro fa venire i brividi perché tocca corde che sono quelle che non vediamo o quelle che spaventano troppo, sogni che abbiamo abbandonato o desideri smarriti.
Piccole buone cose che abbiamo timore a ricercare nella nostra vita di tutti i giorni, ma che sono così forti e incredibilmente vicine a noi.
Informazioni
“Fiori blu” è il laboratorio di scrittura MUNAR
Conduzione: Maurizio Novigno e Gianni Garamanti
Organizzazione: Alessandra Vestita
Quando: maggio 2025 (date ancora da stabilire), dalle ore 20.45 alle 23
Dove: location che sarà comunicata il 17 aprile all’evento di lettura ad alta voce “La coppia perfetta?”
Costo: 15,00 € a singolo incontro; 60,00 € quota di iscrizione ai 5 incontri (sconto del 20%)
Per iscriversi
Tel: 320.4084797
Mail: info@museodellanarrazione.it