«La bella estate» di Cesare Pavese

Al circolo di lettura psicologica del MUNAR, chiamato GUT!, lunedì 5 ottobre 2026 parleremo di Cesare Pavese e del suo racconto “La bella estate”.

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Dalla terna dei libri proposti da Museo della Narrazione e da Libraccio on line e nel MUNAR CHANNEL, è uscito chiaro vincitore con una schiacciante maggioranza il titolo di Pavese che, in realtà, comprende tre racconti.

Prima del 5 ottobre ci raccomandiamo di leggere almeno il primo di questi racconti: quello intitolato, appunto, “La bella estate”. Sono solo 110 pagine, con un tempo di lettura che si aggira su 90 minuti, cioè la durata di una partita di calcio per tacer dell’intervallo, e che (questo è vero sicuramente per i tifosi viola… che ahimé non ce ne vogliano!) spesso è molto più noiosa della lettura di un buon libro come questo!


Pavese e l’estate…

Cesare Pavese aveva già descritto il mese di agosto, anche se in modo disincantato, in alcune storie della raccolta “Feria d’agosto” (1946). Nel 1940 scrive questo racconto (pubblicato poi nel 1949, insieme a “Il diavolo sulle colline” e “Tre donne sole”) dove prende il sopravvento un tono più malinconico.

Lo scrittore sottolinea il legame tra estate e noia, con la stagione estiva che sembra spalancarsi davanti ai suoi occhi come un enorme tempo vuoto, dalle ore interminabili, in cui sente addirittura di “toccare il fondo”.

Il caldo soffocante dell’estate non è solo una cornice ambientale, ma il motore psicologico e simbolico dell’intera vicenda narrata da Cesare Pavese in questo primo racconto della mini raccolta eponima (il racconto su cui discuteremo a GUT!): “La bella estate”.

Il clima torrido riflette lo stato d’animo della protagonista, Ginia, e la sua transizione dall’innocenza dell’infanzia alla disillusione dell’età adulta. “L’estate mi ammazza”, così scrive Pavese all’amico Tullio Pinelli.

“Sappi anzitutto che l’estate mi ammazza. Io non concludo più nulla. Sono morto, morto.” (Cesare Pavese)

E l’autore si infliggerà davvero la morte proprio d’estate, nel mese di agosto, il 27 agosto del 1950…


“La bella estate” di Cesare Pavese

È una “tripla testimonianza” quella con cui Pavese si aggiudica il premio Strega nel 1950. I tre brevi racconti hanno in comune un clima morale e l’ambientazione cittadina. Un elenco di temi non può render giustizia all’unità e pienezza di ciascuno dei tre brevi romanzi. In quello di apertura, “La bella estate”, l’amore di Ginia per Guido segna la fine delle illusioni della giovinezza.
La vicenda alla base dei tre racconti (gli altri sono “Diavolo sulle colline” e “Tra donne sole”) è ispirata a stagioni diverse della vita, ma rimane costante il motivo della scoperta di sé, vissuta in bilico tra entusiasmo e disillusione.
La nuova edizione è a cura di Clara Allasia, Laura Nay e Chiara Tavella. In collaborazione con l’Associazione degli Italianisti. Con una prefazione di Viola Ardone.

Autore: Cesare Pavese
Editore: Rizzoli
Collana: BUR Contemporanea
Anno edizione: 2023
Anno prima pubblicazione: 1949
Dati: 110 p. (480 p. con altri due racconti inclusi nell’edizione), brossura
https://www.libraccio.it/libro/9788806249458/cesare-pavese/la-bella-estate.html


Informazioni su GUT! Circolo di Lettura Psicologica

Quando: lunedì 5 ottobre 2026

A che ora: ci ritroviamo alle 20.45 ma iniziamo sempre, invincibilmente, alle 21!

Dove: al MUNAR, in via Vittorio Emanuele 192/b a Firenze (accanto alla Libreria Libraccio e davanti al Teatro Scena Aperta di Rifredi)

Ingresso: Gratuito

Con chi saremo al MUNAR?
Al MUNAR condurrà la serata Alessandra Vestita e, accanto a lei, in un’accoppiata vincente tutta al femminile, ci sarà la psicoterapeuta Rossella Cubeddu.
Presenti, come al solito, anche il prof. Maurizio Novigno, Claudio Crialesi (psicoterapeuta) e poi anche Gianni Garamanti (ma solo per aprire le danze!).

Chi ci sostiene?
Innanzitutto le persone che vengono sempre tanto volentieri a GUT! perché sanno che possono confrontare le loro opinioni, sorridere, parlare, a volte arrabbiarsi, di certo divertirsi e spesso imparare anche aspetti nuovi della lettura.
Inoltre il Museo della Narrazione è fortunato di avere il supporto del Quartiere 5, in particolare nella persona del Presidente della Commissione Cultura Alberto Argentile che, in base ai suoi numerosi impegni, qualche volta viene anche a partecipare a GUT!).
Infine Libraccio, che con il suo appassionato staff presenta il libro e ne parla da esperto della vendita, conoscendone bene i contenuti e i temi trattati.


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