Al circolo di lettura psicologica lunedì 8 giugno 2026 (ritrovo ore 20.45, inizio improrogabile alle 21), sarà discusso e analizzato il romanzo “Quaderno proibito” che Alba de Céspedes fece pubblicare nel 1952. Per l’occasione al MUNAR, oltre ai due psicoterapeuti dott. Rossella Cubeddu e dott. Claudio Crialesi, ci sarà anche un ospite d’eccezione, grandissimo amante della scrittura di questa scrittrice: Marco VICHI.

Alba de Céspedes e il suo “Quaderno proibito”
Alba de Céspedes nacque a Roma nel 1911 quando suo padre che era l’ambasciatore cubano era di stanza appunto nella Capitale. Scrittrice, poetessa e giornalista, fu una delle figure chiave del Novecento.
La sua dimensione narrativa spazia con grande intensità tra tematiche differenti, cogliendo sempre vivaci ritratti e situazioni, tempi e ambienti diversi. La de Céspedes fu autrice anche di testi per il Cinema e per il Teatro, e lavorò anche in TV e in Radio. Scelse il nome Clorinda proprio come suo pseudonimo radiofonico (fu anche il suo nome di battaglia da partigiana) in tante trasmissioni nate per la Resistenza al regime fascista.
Con la liberazione, nel 1944 diventa il curatore di Mercurio, rivista letteraria degli intellettuali antifascisti e della rinascita culturale italiana. Un’aggiornata biografia della scrittrice italo-cubana è pubblicata nella collana dei Meridiani Mondadori.

Il pubblico internazionale conosce Alba de Céspedes per le doti di narratrice e l’interesse per i problemi sociali espresso per lo più in chiave di critica amara di certe condizioni femminili.
Nel romanzo Quaderno proibito ha esplorato la condizione femminile, l’indipendenza delle donne e le dinamiche sociali dell’Italia post-bellica. Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1952 e fu ripreso sul piccolo schermo nell’interpretazione di Lea Massari.
La storia è quella di Valeria Cossati, che in un impulso irragionevole compera un quaderno su cui scrivere il proprio diario. Nasce così la confessione di una donna di poco più di quarant’anni, con marito, due figli difficili e un amore irrisolto, che con desolata tristezza vede caderle addosso le impalcature tradizionali della famiglia e capta, seppure in modo confuso, la crisi della coppia, il proprio fallimento di moglie e di madre all’interno di un rapporto da tempo inesistente.
Marco Vichi e Alba de Céspedes
Marco Vichi, noto scrittore italiano e creatore della serie del Commissario Bordelli, è un grande estimatore e promotore dell’opera di Alba de Céspedes. Insieme ad altri autori come Michela Monferrini, Vichi ha partecipato a incontri (ad esempio “i Martedì del Vieusseux”) per rileggere e analizzare l’opera della de Céspedes, sottolineandone l’impegno antifascista e la modernità.
Vichi ha contribuito a riscoprire e valorizzare la figura della de Céspedes, spesso confinata per errore al genere Rosa. La scrittrice è spesso citata nei romanzi dell’autore fiorentino e il più celebre dei suoi personaggi, il commissario Bordelli, è un lettore della scrittrice.
Ecco cosa dice Marco Vichi di Alba De Céspedes (da Pulplibri.it):
[…] è un portento, la naturalezza della narrazione. Mai un compiacimento, una parola inutile, un ricciolo retorico, soltanto un flusso necessario di narrazione che non stagna mai, che non si ferma mai a guardarsi allo specchio. Una scrittura delicata e potente. Nessuno torna indietro è il suo primo romanzo, era il 1938 e lei aveva ventisette anni.
Arnoldo Mondadori in persona ha dovuto difenderlo dalla censura fascista, che voleva ritirarlo dalle librerie. È stato tradotto in decine di paesi, e nel 1943 Alessandro Blasetti ci ha fatto un film. Leggendo i suoi romanzi e i suoi racconti mi dimentico di avere un libro in mano, mi scordo di star leggendo, vengo risucchiato dentro alla storia che lei mi sta raccontando.
Una scrittrice paragonabile a Cechov, a Dostoevskij, a London, a Saroyan, a Malaparte… ai più grandi scrittori del mondo. Dirò di più, quello che successe nel 1968, i giovani in rivolta, lo scontro tra generazioni, il mondo che stava cambiando, Alba lo aveva già raccontato nei suoi romanzi del dopoguerra, dove troviamo dei giovani profondamente insoddisfatti, incapaci di accettare un passato che non capiscono più, giovani che detestano i valori in cui non possono più riconoscersi.
Ogni cambiamento epocale, prima di esplodere, deve germogliare per molti anni, e la De Céspedes ha saputo vedere quei germogli, ha sentito che valeva la pena osservarli da vicino…
Voglio addirittura spingermi oltre, dire una cosa assurda e impossibile, ma solo per rendere l’idea di quello che intendo: una pagina del romanzo “Dalla parte di lei”, del 1949, potrebbe essere stata plagiata da Mick Jagger quando ha scritto “Satisfaction”. […]
Info
Ore 17.30 (in LIbraccio, via Vittorio Emanuele II, 192): presentazione del libro “Occhi di bambina”, finalista al Premio Strega 2026 con l’autore Marco Vichi, Roberta Perugini e Gianni Garamanti
Ore 19.00 (al ristorante the Banyan, in via Vittorio Emanuele II, 103/R, davanti a Libraccio e al MUNAR): Apericena con l’autore Marco Vichi (sconto speciale per chi si presenta dicendo “GUTTALMUNAR“)
Ore 20.45 (al MUNAR): GUT! circolo di lettura psicologica con la partecipazione straordinaria di Marco Vichi e con la dott. Rossella Cubeddu (psicoterapeuta), il dott. Claudio Crialesi (psicoterapeuta) e il prof. Maurizio Novigno
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