Al MUNAR, venerdì 27 novembre 2026 alle 21, Francesco Lunardi porta in scena, come assoluta anteprima, il monologo su racconti di Franz Kafka. L’attore entra nei personaggi che sembrano domandarsi: Cosa si deve fare perché la nostra vita possa dirsi degna di essere vissuta?

Cosa aspettarsi dallo spettacolo
Dal primo dei tre eventi sull’Esistenzialismo programmati nei mesi di novembre e dicembre 2026, possiamo già capire i temi più forti che saranno trattati: l’essere umano alle prese con un’esistenza incomprensibile, una realtà che non riesce a dominare e un senso di colpa di cui non conosce l’origine.
Nel racconto di Kafka “Il cruccio del padre di famiglia” il narratore racconta di un essere chiamato Odradek, una sorta di piccolo oggetto animato dalla forma bizzarra. Descrivendone le caratteristiche, dice: “Verrebbe da credere che questa struttura avesse in precedenza una forma utile a qualcosa, e che adesso sia semplicemente rotta. Ma non sembra sia questo il caso (…) nell’insieme sembra proprio senza senso, ma, a modo suo, completo.”
E dopo: “Invano mi chiedo che ne sarà di lui. Può morire? Tutto ciò che muore ha avuto prima un qualche scopo, una qualche attività in cui si è consumato: questo non si attaglia al caso di Odradek.”
A ben pensarci, nei racconti di Kafka ci sono spesso figure che si consumano nelle loro attività, nel loro lavoro. Talvolta sembrano trarre quasi un piacere nel farlo, altre volte sarebbe più giusto dire che sono obbligate a farlo, da qualcuno o, spesso, da loro stessi.
Le sfaccettature di questo tema nell’opera di Kafka sono innumerevoli, ma tutti questi personaggi nei quali questo tema si articola pongono una domanda: Cosa si deve fare perché la nostra vita possa dirsi degna di essere vissuta?
Forse è davvero necessario consumarsi in un’attività? O forse questo è totalmente facoltativo? E chi è l’arbitro, chi mette il timbro di “dignità” ad una vita? È un compito che spetta ad un’agente esterno o a noi stessi? Forse non spetta a nessuno?
Lo spettacolo prova ad indagare queste domande, nelle parole e nelle azioni di alcuni più o meno celebri personaggi di Kafka, con le loro paure, le loro gioie, le loro speranze e i loro dolori. Sono personaggi che ancora oggi ci parlano e ci coinvolgono, forse semplicemente perchè vivono (o almeno provano a farlo) cercando di dare alla loro vita, appunto, una dignità, seppur disperata.
Informazioni
Quando: venerdì 27 novembre 2026, alle ore 21
Dove: al MUNAR, in via Vittorio Emanuele II, 192/B a Firenze
Quanto: 10 € (con tessera Arci 2026/2027 per l’ingresso al MUNAR)
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