Il 2026 è l’anno che sta portando alla ribalta nazionale lo scrittore Marco Vichi (sostenitore del Museo della Narrazione sin dal primo giorno della sua fondazione!).

Già tradotto in molte nazioni e in lingue diverse dalla nostra, amato da varie generazioni di lettori, Vichi quest’anno è stato scelto nella dozzina finalista del Premio Strega con il romanzo “Occhi di bambina” (Guanda, 2025) ed è uscito con una raccolta di racconti intitolata “È di te che si parla” (Guanda, 2026).
Lunedì 8 giugno alle 17.30, nel negozio Libraccio Dalmazia (proprio accanto al MUNAR in via Vittorio Emanuele II 192/B a Firenze) l’autore si presta a domande e chiarimenti sulle due opere.
Al termine della chiacchierata che, come al solito immaginiamo già ricca di aneddoti, citazioni e simpatiche situazioni col pubblico presente, è previsto il tradizionale firma-copie, ma questa volta per entrambe le pubblicazioni!
Cosa aspettarsi dalla presentazione di lunedì 8 giugno 2026
I due libri di Marco Vichi sono molto diversi nella forma — Occhi di bambina è un romanzo unitario, mentre È di te che si parla è una raccolta di racconti — ma condividono alcuni temi profondi.
1. Lo sguardo sull’esperienza umana: in Occhi di bambina la storia è raccontata attraverso la sensibilità di Arianna, una bambina costretta a confrontarsi con eventi più grandi di lei: separazioni, segreti, sradicamento e ricerca di normalità. In È di te che si parla, Vichi invita invece il lettore a riconoscersi nei personaggi e nelle loro esperienze quotidiane, esplorando sentimenti, fragilità e contraddizioni umane.
In entrambi i casi, il centro non è l’azione ma la vita interiore delle persone.
2. Memoria e identità: Occhi di bambina è costruito come una rielaborazione del passato da parte di una donna adulta che guarda alla propria infanzia per capire chi è diventata. Anche È di te che si parla l’autore fa spesso riferimento alla memoria, al passato che ritorna e alle storie che ci definiscono. La raccolta, infatti, attraversa epoche diverse e interroga il rapporto tra ricordo e identità.
3. I legami affettivi: Famiglia, amore, amicizia e rapporti umani sono fondamentali in entrambi i libri. In Occhi di bambina il rapporto con la madre e con i nonni è il cuore emotivo della narrazione. In È di te che si parla i racconti esplorano proprio l’intera gamma dei rapporti umani, dall’amore all’amicizia fino ai legami familiari.
4. Empatia e pietas: una caratteristica tipica di Vichi è l’assenza di giudizi semplicistici. Anche quando racconta persone che sbagliano o soffrono, cerca di comprenderle. Questa attenzione compassionevole verso i personaggi emerge sia nella vicenda dolorosa di Arianna sia nei racconti di È di te che si parla.
Esiste dunque un filo rosso tra i due libri che ci dicono come le persone costruiscano se stesse attraverso i ricordi, gli affetti e le ferite della vita. Occhi di bambina lo fa seguendo una sola storia intensa. È di te che si parla lo fa attraverso molte storie diverse, ma con la stessa attenzione all’animo umano.
Info
Dove: Libraccio Dalmazia in via Vittorio Emanuele II a Firenze
Quando: lunedì 8 giugno alle 17.30


