Identity

Zanna bianca, di Luigi D’Elia

Luigi d'Elia zanna bianca

Il Teatro di Narrazione di D’Elia suscita nello spettatore un richiamo multisensoriale. D’Elia fa vedere agli spettatori colori e sentimenti. Fa provare sensazioni uniche e senti il lupo nascosto tra le foglie, che cammina sulle pietre, che nuota nell’acqua. Quando combatte e sta per essere ucciso, ti pare di vedere il sangue colare caldo dal suo collo lacerato. E poi il calore del suo pelo con la mano di Jack che passa sopra. L’odore di selvaggio, il contatto sporco della terra, l’alito umido dell’animale…

Zanna bianca - Luigi D'Elia
zannabianca-luigidelia

Con D’Elia la narrazione è multisensoriale. E il testo di Jack London diventa più reale: la civiltà senza frontiere del far west, la ricerca dell’oro, il Klondike… immense distese di neve, il clima aspro con maestose foreste impenetrabili. E poi i laghi e i fiumi che sono incrostati di ghiaccio e diventano specchi di luce e di ombre.

“Zanna Bianca” è lo spettacolo che Luigi D’Elia presenta al pubblico ormai da qualche anno, affascinando solo con la voce, il gesto e la musica. Questa è la capacità di un teatro di costruito per restituire il fascino di una narrazione in meno di un’ora di monologo.

Zanna Bianca di Jack London

I romanzi di London sono un concentrato d’iniziativa e audacia umana. L’essere umano è pieno di contraddizioni: generoso, cinico, smanioso di ricchezza, capace di sforzi sovrumani per sopravvivere, meschino e senza scrupoli. Le bestie sono invece emblema di autenticità. Zanna Bianca è sempre in bilico tra il richiamo alla Natura ferina e la disponibilità a lasciarsi addomesticare. Come molti esseri umani, chissà quanti di noi potrebbero riconoscervisi, anche oggi.

Il Teatro di Luigi D’Elia

D’Elia porta in scena un Teatro molto fisico, organico, sensoriale, scevro da ogni intellettualismo, lontano da orpelli cerebrali. Un battito selvaggio, un’energia vitale contagiosa. L’empatia dell’attore verso il lupo è totale: diventa incarnazione e identità. D’Elia lascia andare il corpo. Lo rende libero di esprimersi.
Le sequenze narrative sono chiare alla mente del narratore. Ma le parole sembrano aggrumarsi al momento: si declinano secondo la possibilità di comprensione del pubblico, il suo coinvolgimento, la sua età anagrafica.

D’Elia è l’insieme dei suoi timbri vocali, dei movimenti delle mani, delle torsioni del busto, dei gesti rapidi o solenni. I suoni ora incalzanti, ora tenebrosi, contribuiscono a dare vibrazioni al suo teatro multisensoriale. Un bisogno di evasione e d’avventura. Un Teatro che si chiude con il richiamo primordiale alla Libertà di ogni essere vivente, anche dell’Uomo.

Zanna Bianca di Luigi D’Elia

La musica rarefatta, puntiforme, aerea o sotterranea, crea luoghi in cui i suoni spaziali sono visibili, soprannaturali e disorientanti. Dai Sigur Rós a Ezio Bosso, un rapido mantra melodico cresce avvolgendosi in fulgide spire sonore. Anche le luci orchestrate da Paolo Mongelli creano una tensione morbida, cristallizzano le emozioni, dilatano le atmosfere sognanti e misteriose, rafforzano l’efficacia descrittiva.
La forza dello spettacolo sta nella capacità di restituire, attraverso la voce e il gesto spontaneo, non meditato, non diretto da fuori, la tenerezza, i profumi e i tepori della natura. Percepiamo la forza di alcuni eventi singoli, come la mandibola e i denti di un bulldog che stringono alla gola la pelle arricciata e insanguinata di un lupo.

(Chi scrive è andato a vedere lo spettacolo dal vivo “Zanna bianca” di D’Elia e Niccolini, con Luigi D’Elia, il 22 novembre 2019 al Teatro Comunale d’Antella. Si ringrazia per il contributo alla recensione la pagina di http://www.klpteatro.it/ dedicata allo spettacolo “Zanna bianca”)

Lo spettacolo ZANNA BIANCA di Luigi D’Elia in dettaglio:

Testi di Francesco Niccolini (liberamente ispirati ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London)

Regia di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

con Luigi D’Elia (con lupi e scene, naturalmente sempre di Luigi D’Elia)

Distribuzione di Francesca Vetrano

Una produzione INTI con il sostegno della Residenza artistica di Novoli

Età: dai 7 anni
Durata: 50’