Identity

Ascanio Celestini: la sua estate più fiorentina

Ascanio Celestini Firenze 2019

Ascanio Celestini, protagonista di spicco del cosiddetto Teatro di narrazione, deve proprio aver deciso che il 2019 è l’anno di Firenze. Lo abbiamo apprezzato a Villa Bardini, al Teatro Romano di Fiesole e a San Salvi. Nei tre appuntamenti ha presentato sempre un sé diverso e meraviglioso…

Gli spettacoli di Teatro di narrazione sono un richiamo di grande ispirazione per il MUNAR. Questo genere prende le mosse dall’antica tradizione popolare delle novelle e si innesta nella “convenzione teatrale” del monologo.
Ascanio è sempre vicino al pubblico, nel modo di conversare, di narrare le sue storie e di trasmettere emozioni e messaggi, insieme.
Lo abbiamo seguito con attenzione per le tre apparizioni fiorentine per distinguerne anche i tratti salienti della sua drammaturgia. Però, accorgendoci da subito che sarebbe stato riduttivo limitarsi a un discorso prettamente tecnico-teatrale, abbiamo deciso di vedere in Ascanio Celestini soprattutto l’uomo, il vero narratore. Scorgendone, quindi, le sue capacità affabulatorie che sono, fondamentalmente, proprio le principali virtù della sua arte.

1 – “Barzellette” (Einaudi, 2019), presentazione al Festival Città dei Lettori

Dal 7 al 9 giugno 2019, a Villa Bardini, in pieno centro storico a Firenze, l’associazione Wimbledon ha organizzato il festival “{la Città dei lettori}“. Slogan della kermesse è “Leggere tutto cambia”. E infatti, il pubblico ha vissuto per tre lunghi giorni quella stessa sensazione: il mondo può cambiare se a parlarti ci sono scrittori come Marco Vichi, Elena Stancanelli, Mauro Covacich, Leonardo Gori, Frédéric Beigbedeir, Alberto Schiavone, Valerio Aiolli, Michela Monferrini, Loredana Lipperini e tanti altri…
Sabato 8 giugno, verso le 19, ecco entrare tra le parentesi graffe della manifestazione anche Ascanio Celestini. L’occasione, lui, la coglie per presentare la sua fatica editoriale: Barzellette (Einaudi).
Nel ruolo di promotore di un libro, Ascanio fa capire fin da subito che vuole essere altro. E, soprattutto, ci fa comprendere bene che il libro è LUI. Le barzellette, ci dice con quei capelli bianchi che è tutto uno scherzo per la sua figlia più piccola, le barzellette sono il modo per giocare a fare la vita. per passare il tempo ma anche per viverlo con garbata ironia, senza troppo stare a vedere se il tono è quello giusto o no. Le barzellette sono così democratiche che le possono raccontare tutti: chi di destra, chi di sinistra, chi ebreo, chi cattolico e, forse, anche chi è musulmano… chissà, forse anche chi era nazista raccontava queste storie stralunate e si vantava che sapeva raccontarle bene.
Divertenti, dissacranti, scorrettissime, Ascanio le ha raccolte da ogni parte del mondo e le ha riproposte in questo libro dentro una cornice inaspettata, che sa di romanzo, «mettendole in fila come i vagoni di un treno per mostrarci quanto siamo infami, ma anche quanto siamo liberi e deboli».

 

2 – “I 20 Anni di Radio clandestina” al Teatro Romano di Fiesole

Ascanio Celestini a Fiesole
Ascanio Celestini al Teatro Romano di Fiesole

Ascanio Celestini al Teatro Romano di Fiesole va in scena con “I 20 anni di Radio clandestina”.
Lo spettacolo parte dal testo “L’ordine è già stato eseguito” di Alessandro Portelli, vincitore del Premio Viareggio, dove è narrata una storia durante l’occupazione nazista a Roma, in 5 anni di guerra, 20 anni di fascismo.
La storia, addirittura, comincia alla fine dell’ottocento: Roma diventa capitale e ci sono le distruzioni del tempo di pace, quindi gli affollamenti, i poveracci che ne fanno le spese… arrivano poi gli anni in cui si costruiscono le borgate, con la guerra in Africa e in Spagna, con le leggi razziali del ’38, la seconda guerra.
Ascanio arriva fino al bombardamento di San Lorenzo, fino all’8 settembre. Poi non sarebbe necessario proseguire perché il pubblico già lo sa: la storia si ripete e chi ci rimette sono sempre gli stessi…
Una grande prova d’attore, sul palco, da solo, davanti a una platea attenta e militante.
Sold out. Applausi e, alla fine, l’incontro amicale con i suoi fan.

 

3 – “Migranti santi presunti latitanti” al Festival “Storie differenti”, Teatro di San Salvi

Nuovo cambio di stile e, in questo spettacolo di canti e di racconti, le parole di Celestini con la musica di Alessio Lega diventano discorsi da bar, tra amici.
Eppure siamo in tanti qui da Chille de la Balanza (Claudio Ascoli se la ride perché è contento di avere un grandissimo narratore a casa sua).
E Ascanio, nell’affollatissima cornice della sesta edizione del Festival “Storie differenti”, trasforma l’incontro con Alessio in un incrocio di voci attorno a un tavolo.
Il bar è il posto dove c’è l’imbianchino, dove si sfogliano i giornali (non si leggono, si sfogliano!). Dove si sbraita di migranti e di lavoro rubato. Dove si offre da bere a uno sconosciuto, solo per il gusto di parlarci insieme per un po’ e per litigarci, sbraitando, appunto. Lo spettacolo comprende storie che disturbano (“Assunta la barbona”), comiche (alcune prese dal libro “Barzellette”), alcune drammatiche o addirittura tragicomiche (“I rivoluzionari in Parlamento”).
Comunque tutti i canti e le storie sono appassionati testimoni di ideali di libertà e di giustizia, di solidarietà e di tolleranza e aiuto. Ribelli come Alessio e come Ascanio. E noi ci sentiamo meno soli se stiamo con loro una sera, o tre sere fiorentine, loro che rinnovano il mestiere dei cantastorie della vita.

Ascanio Celestini in “Assunta, la barbona che vive in una casa di plastica”:

Alessio Lega:

Ascanio Celestini nei “Rivoluzionari in parlamento”: